giovedì 2 settembre 2010

Happy Ending

Caro David,è arrivato il momento.Lo so che alla fine non credevi che l'avrei fatto.Ma all'improvviso,niente più mi è sopportabile e sopratutto,c'è di nuovo che niente più mi è di conforto.Ho 22 anni ma questo non mi rende giovane:non ho nessuna speranza dalla vita e non vivo di alcuna gioia.Fino ad ora,e mi è così difficile ammetterlo,ho procrastinato questa decisione per amore del mio cane,solo per lui.Ma non posso vivere per Gilmour.La sua devozione non mi basta.C'è così tanta rabbia attorno a me,tutti nutrono un tale rancore che oramai mi è impossibile resistere.Il mio mondo si basa su una serie ormai sconfinata di bugie e io non posso fare niente ormai,non posso tornare indietro e la vergogna di ammettere le mie bugie è troppo grande e comunque non mi aiuterebbe ad iniziare da capo.Qualcuno sentirà la mia mancanza e la mia famiglia si batterà il petto pensando che è stata solo colpa loro.Ma la verità,dolce amico di sempre,è che adesso sento un bisogno di infinito,qualcosa che sia demente forse,ma che so non appartenere a questo mondo.Il mondo com'è,non è soddisfacente.Qualsiasi cosa e qualsiasi persona ormai mi deprime.La felicità degli altri scatena in me un'invidia che non posso accettare:non posso essere questa persona.Sento che ormai è il momento della mia dipartita:è come se qualcuno avesse tracciato per me il mio cammino,che portava inevitabilmente a questo.So che stai fremendo,tremando dalla paura e ti senti quasi responsabile perchè tu sei l'unico depositario di questa lettera e mi dispiace davvero.Ma meritavi di sapere.Sono contenta che tu abbia conosciuto il lato più bello di me,quello sincero e sensibile che non ho avuto il coraggio di dimostrare agli altri.Forse tu solo sai quanto ho amato,ho amato molto più di quanto abbia odiato e questo ha reso la mia vita degna di essere vissuta.Ho amato Dio,la natura e molte persone ma in tutti i casi il mio amore non è mai stato ricambiato:era un amore a senso unico.Nessuno mi ha mai soddisfatto e questa condizione è ormai inaccettabile.Perchè nessuno ha mai voluto andare oltre l'apparenza?Nessuno si è accorto di come ero?Le persone mi ritenevano brutta o non degna di considerazione?Non lo so.Ma ormai niente ha più importanza èerchè ho preso la mia decisione.Ti sembro ferma e fredda ma in verità sto piangendo,ma non di tristezza.Mi sento come un bambino stanco che piange perchè vuol essere portato a dormire.Voglio dormire,chiudere gli occhi.Non vedere o non sentire.Vorrei essere distesa sul pelo dell'acqua di un bel mare ed essere accolta dal suo abbisso ombroso ma pacifico.Non so più se esiste Dio.Non lo percepisco più attorno a me.Ma nella Bibbia c'è scritto che i suicidi non sono accolti da Dio perchè non hanno colto la bellezza del dono della vita.Non ho intenzione di cercare scuse,avrò quello che mi merito,però non è vero che non ho capito qual'era la bellezza della vita.L'ho amata,fino allo strenuo delle mie forze,ho cercato il suo significato,ho creduto.Non so come spiegarmi ormai.Vedi,non riesco nemmeno a scriverti decentemente.Volevo dirti tante cose ma ora non le ricordo più o forse non le so più dire.
Chissà se sentirai la mia mancanza come io la sentirò di te.Come la sentirò di Gilmour e di Gianluca e dei miei amici e delle stupidaggini,di tutte le cose divertenti che diciamo,dei miei innamoramenti di una sera,del desiderio di dire no,del sogno di essere libera,libera dalle decisioni che altri hanno preso per me,libera di essere chi avrei voluto essere.Se il mio ricordo ti farà soffrire dimenticami David.Dimenticami,non mi pensare e così facciano tutti.Ma se vorrete ricordarmi,ricordate che vi ho voluto bene e vi ho stimato e poi invidiato.Non lo so,ora le parole sono proprio finite.Non le conosco più.Tutto è un mistero strano.La mia vita non lo è e non posso sopportare di non avere sorprese.Avrei voluto una scritta sul muro per me,solo per me,fuggire per qualche giorno senza averepaura delle conseguenze,recitare in un grande film,essere abbracciata da qualche sconosciuto per strada,avrei voluto qualcuno pazzo d'amore per me,un qualsiasi amore,un amore di amico.L'unica sopresa è quella che sto per procurarmi da sola.E in ogni caso,credo che sarà meglio di adesso.Non mi dire che ci sono altre vie o di farmi aiutare,se dicessi loro cosa sento,se ci riuscissi per una volta,sai mi prenderebbero in giro,forse lo prenderebbero come un capriccio.Certo mi affiderebbero a qualche medico ma solo per dire di aver tentato,e però dentro di loro bestemmierebbero per i soldi che devono sganciare.Questa vita,questo mondo,così com'è,non è fatto per me.E non è colpa di nessuno,è solo che ho sbagliato destinazione.Nunc,non est tibendum.
Addio David.

lunedì 12 luglio 2010

Accudire un ritardato è come fare la cassiera alle Poste


Caro David,
come stai?Mi hai scritto in ritardo,devi avere molto da fare perchè di solito non accade!Io invece,mi precipito a risponderti,oltre che perchè così smetto di dannarmi la vista su questi maledetti libri,anche perchè oggi ho assistito ad una scena che mi ha molto, molto colpita.Sai quanto io sia proverbialmente indifferente ai problemi dei disabili,quanto sia impietosa anche davanti ai bambini down o agli anziani con malattie,lo sai vero?Te lo ricordi?Sono sempre stata così:non ho mai provato alcuna pietà per chi vivesse in situazioni del genere,nonostante,sin da piccola,fossi sempre stata assolutamente conscia della terribile sfortuna che può abbattersi su una persona.Ne ho sempre avuto una certa consapevolezza,ma senza alcuno sforzo,mi mantenevo distaccata da ogni forma di pietismo,di costernazione edulcorata,che non mi sono mai appartenuti.Credo di essermi dispiaciuta per loro solo quando realizzai che mai nessuno li avrebbe voluti come partner,a parte quelli come loro,s'intende,e mi trastullavo la mente pensando alla possibilità che loro capissero;mi chiedevo"ma loro lo capiscono che sono diversi?che non saranno mai mamma nè papà,nè marito nè moglie?".Noi tutti abbiamo una speranza di trovare la nostra metà,magari di avere una famiglia,ma loro?Loro ce l'hanno e sanno che è irrealizzabile o non lo comprendono affatto?Io preferirei non comprenderlo,di mio.
Tornando a quello che m'è successo oggi..
Ero al parco con Gilmour,a studiare sotto un bell'albero ombroso che mi dava un pò di riparo dall'afa appiccicaticcia e malsana di questi giorni romani.Erano appena le 10 del mattino e il parco era semideserto a parte qualche nonno con i nipoti nel passeggino.Poi però,spuntano dall'entrata laterale della villa una donna,di almeno 50 anni,evidentemente ritardata(se non lo si fosse capito dalla faccia bastava notare il modo ridicolo in cui l'avevano conciata:pantaloni a fiorellini rosa,maglietta con un sole che ride,cappellino giallo da gita delle elementari e tanto di capelli grigiastri intrappolati in due codini:una cosa spaventosa,togliere la dignità ad una donna che non risponde di sè in questa maniera!)con la sua badante,una donna tutta ben vestita,italiana che la teneva per il braccio.La badante afferra due sedie di plastica affianco al mio tavolo e le dispone a meno di 3 metri da me,dietro l'albero.Su una si siede lei e sull'altra ci fa sedere la donna che si guarda attorno e guarda Gilmour e me,con la bocca aperta in una smorfia ebete ma con uno sguardo intenso,un pò perso,ma come di chi si stesse concentrando,distolto lo sguardobcon calma, poi,la signora estrae dalla borsetta che portava al collo delle buste di plastica per fogli,che contenevano dei ritagli di giornali di interviste ai personagi di Twilight.

Come una 11enne insomma.
Dopo un pò,senza un apparente motivo,mentre la badante è intenta a parlare al telefono con sua figlia che cerca un beauty case,la donna inizia a piangere,in maniera sommessa,coprendosi il volto,come se si vergognasse.Lasciati cadere i fogli con le interviste ai suoi attori,continua a singhiozzare,piegandosi su se stessa.

La badante,con fare innervosito chiude la conversazione telefonica e acchiappa per un polso la donna,che però si gira di lato per non farsi guardare in volto.Credendo che non la stessi vedendo o sentendo,la donna inizia a sgridare la signora,dicendo"Perchè piangi?Che cazzo vuoi ora?".
A quel punto,qualcosa,si è smosso in me,e allora mi sono alzata dalla sedia e mi sono avvicinata all'albero,tanto per far vedere alla stronza che avevo visto e sentito e che non mi piaceva come andavano le cose.La badante mi guarda e accenna un sorriso imbarazzato e toglie le mani dai polsi della donna,che piano piano smette di piangere mentre non so nemmenod irti quanto fintamente,la badante inizia a sussurarle parole per farla calmare.
2 minuti e la donna richiama la figlia.La signora si gira verso il mio tavolo e mi guarda con la solita espressione,ma la bocca è chiusa e gli occhi sono ancora umidi dalle lacrime.
Ho la sua faccia stampata nella mia mente come una foto:il cappello giallo,i codini ridicoli e il volto di una vecchia.
Ho 1 milione di pensieri che mi attraversano il cervello adesso,e vorrei parteciparteli tutti,ma non so bene come.Forse è perchè è la prima volta che sento davvero della pena per qualcuno.Non so.
Non so quanti e in che misura,fra i disabili mentali,riescano a comprendere di essere "diversi",di non essere autosufficienti,di avere per forza il bisogno della carità di un altro,di avere giorni diversi ad aspettarli,nessuna sorpresa,nessun'esaltazione,nessun bacio o telefonata che fa pulsare il sangue nelle vene,niente.Se loro lo capiscono,in cosa sono diversi da noi?Condividiamo pur sempre la stessa disperazione o la stessa speranza.Eppure il loro stato di soggezione, fa sentire le persone come questa badante,dei padroni.Meglio che con i cani,perchè i cani sono bestie,loro invece possono essere padroni di una vita umana,possono disporne a loro piacimento,possono causare lacrime o sorrisi,perchè ogni cosa dipende da loro,e se lo sono meritato,si,perchè Dio ha voluto che loro fossero migliori,superiori.

La badante mentre era al telefono si è lasciata sfuggire"questa non la sopporto più..non capisce un cazzo!".E la signora era li e la guardava in faccia mentre pronunciava quelle parole ad una distanza di 70 centimentri.
Dov'è l'altruismo in questo?Questa donna starà andando a raccontare a mezzo mondo di quanto è paziente e caritatevole,di quanti sforzi faccia ma di come un sorriso,ed una busta paga da 1300 euro,le bastino per renderla contenta,mentre,la triste triste verità è che lei la odia,come ogni impiegato odia il suo lavoro.La trova sempre uguale ed assillante,deprimente e tedioso,come un posto come cassiera alle Poste.
Prima gentile con i clienti che non sanno nemmeno come pagare la bolletta e poi,sempre più indisposta a dare direttive sulla compilazione dei bollettini.Ma tiene duro per la paga.

E così è anche per la badante:I primi giorni di lavoro sono sopportabili:ha pensato ai soldi ogni mese,non tantissimi ma assolutamente sufficienti,all'abitudine che l'avrebbe aiutata a sopportare e a tenere duro in vista delle vacanze.Ma poi?Dopo un pò persino l'abitudine non basta,il limite di sopportazione finisce e inizia l'odio,che sfocia in rimproveri,strette di mano sin troppo vigorose,imposizioni sciocche e noncuranza.
E allora ogni istinto caritatevole va a farsi fottere ed è tutto un fatto di resistenza:resistere fino alla paga successiva.
Non è triste,per entrambe?Non è triste anche per te e per me?
Dov'è l'altruismo in questo?Come si può parlare di altruismo quando si fa qualcosa per soldi?E' solo un lavoro,come portare a spasso i cani degli altri,o dire ad un vecchio come compilare un bolettino:non c'è differenza,l'equazione è uguale,sempre.
DO UT DES.

venerdì 25 giugno 2010

Black cat/ White cat


Caro Dave, scusami se rispondo solo adesso alla tua lettera,ma sono stata molto impegnata a farmi steccare a Commerciale 2.Bah.Ora devo fare Penale e Commerciale lo stesso giorno,ne passerò almeno uno?Sono preoccupata:i miei esami si accumulano e i miei fanno sempre più capelli bianchi per il da fare che io e mio fratello diamo loro.
Ma non è finita.Antonio ha fatto i bagagli ed è andato via di casa.Scuse confuse:non andiamo più d'accordo,cerco casa con mia sorella,costa troppo.Scuse anche legittimamente rifilabili ad un coinquilino rompicoglioni;ma non ad un'amica che conosci da quand'avevi 3 anni. Immagina la mia delusione.Mio padre è nel pallone perchè la sua famiglia si rifiuta di pagare le quote d'affitto fino a settembre,ossia 1500 euro e noi non sappiamo da dove tirare tutti questi soldi.Comunque,questi sono discorsi noiosi,lasciamoli perdere.
Gilmour pare stia meglio,e lo dico facendo tutti gli scongiuri possibili,ma fortunatamente ha preso qualche chilo.Grazie per l'interessamento.La mia salute è ancora molto cagionevole:sono ancora febbricitante.Ho fatto un calcolo l'altro giorno:sono esattamente 14 mesi che ho l'influenza,con picchi più o meno alti.Bello!
Nella tua lettera mi parlavi di una nuova fiamma:com'è? E' bella,è simpatica? Deve esserlo se ha meritato un posto nel tuo cuore, a me così prezioso!
Ho deciso,e tu dirai "finalmente!" di smettere di leggere Coelho.Dopo un pò rompe i coglioni con quel suo spirito da happy ending:in tutti i suoi libri tutti trovano il tesoro,l'amore,Dio. E io ci sono cascata per ben 8 libri,poi l'Alchimista m'ha stroncata,era troppo. Il fatto che lui si sia riuscito a realizzare in quello che voleva contro la volontà del padre lo ha reso fin troppo ottimista. Non vede che lui è 1 su 1 milione?Non vede la miseria che c'è intorno? Anche in "11 minuti",dove parlava di prostituzione,ha finito per far sposare la prostituta con un ricchissimo pittore.
ARIDANGHETE!

Basta Coelho dunque.
Ma ho fatto il passo piùlungo della gamba,ho iniziato Virginia Wolf:credo che mi suiciderò entro il prossimo mese.Nons i può passare dal quasi melenso e costante lieto fine dei libri di coelho alla disperazione schizofrenica della Wolf.Io già sono volubile di mio( i barbiturici in questoperiodo di stress mi provocano palpitazioni improvvise,moti di rabbia,ridarella incotrollabile e pianto senza motivo),se vado avanti con queste letture finirò a fare l'emo.

E tu? Sei felice? Perchè sei così lontano?Credi che stare lontani rafforzi la nostra amicizia? Forse è cosi,forse,si.Mai freddi,sempre sinceri,ma con i nostri segreti:nelle tue lettere mi racconti ciò che vuoi e io non posso spiare la tua vita come se ci frequentassimo ogni giorno e cosi fai tu.
Però mi piacerebbe di nuovo camminare con te, averti al mio fianco. Mi basterebbe poterti spiare mentre mi scrivi.Vedere la tua faccia o cercare di leggere i tuoi pensieri,vedere gli scarabocchi che disegni sulla brutta e poi conservarla in un cassetto per avere una copia della lettera. Lo faccio anche io.
Mi manchi...mi mancano tante cose.E a te cosa manca?Se potessi esprimere un desiderio,un desiderio PER TE ,niente roba da miss italia"vorrei che tutti i bambini avessero una torta al giorno". So che sceglieresti di fare del bene agli altri.Per quello la mia domanda ti vincola al "per te". Cosa vuoi dalla vita? Ti basta Londra? Ti basta un lavoro,gli amici,i pranzi,le nostre lettere?Ti bastano? Vanno così bene per te da non desiderare altro? E tu ti vai bene? I tuoi capelli scompigliati,la tua figura alta e ossuta ti va bene?
Voglio che tu sia felice,che quello che hai e le persone che come me,possiedi,ti bastino e ti rendano felici. Tu mi rendi felice.
Ti bacio.

mercoledì 14 aprile 2010


Caro David,
sono stremata.Nella tua ultima lettera mi chiedevi della mia salute;be,mi sento vecchia,indolente e debole,soprattutto debole.Mi sembra come se da un momento all'altro le mie ossa non reggeranno più il peso della carne e dei muscoli e con piccoli ticchettii daranno segni del loro cedimento fino a farmi diventare carcassa su un marciapiede e poi polvere che svanisce come paraffina.
I tuoi amati aforismi mi fanno sempre pensare. Dici che ieri e domani sono giorni di cui non possiamo disporre e dobbiamo cogliere il nostro giorno.Quanto romanticismo nel vecchio carpe diem ed in te David.Con il passare degli anni sei ringiovanito pur accumulando le tue tante esperienze,le tue carte di imbarco,le tue fotografie,i tuoi soprammobili.Mi sei lontano eppure mi sembra di poterti vedere indaffarato tra una telefonata e l'altra,una cena ed un brunch,cercare carta e penna per scrivermi.
Tu riesci ad immaginare me?Quando mi pensi,cosa credi faccia?Mi immagini in giro con gli amici,seduta su una panchina a guardare i cani contendersi una pigna o forse mi immagini mentre dormo e sogno?
Quasi più niente di questo mi appartiene.Il mondo giace davanti ai miei occhi ma rimane pur sempre troppo avanti a me per arrivare ad afferrarlo o solo a sfiorarlo.Il tempo va avanti inesorabile e io mi trovo ogni giorno più vecchia,stanca,arida e sola.Non c'e riposo per questa stanchezza.Se chiudo gli occhi ho le vertigini e se li tengo aperti sto male.Niente di quello che ho mi appartiene e quel che è peggio,io nemmeno appartengo a nessuno.
Sono tutti avanti a me di kilometri e io,la staffetta non riesco proprio ad afferrarla.Che gioco terribile!
Alla fine dei conti sarebbe meglio se non lo avessi mai conosciuto.Dentro di me avrei sempre saputo che qualcuno c'era da qualche parte nel mondo ma mi sarei arresa al fatto che è praticamente impossibile trovare l'Uno fra 7 miliardi di anime.Ma è successo.In un altro Universo,che niente ha a che fare con il mio,lui esiste,si sveglia ogni mattino,si recca in un nuovo posto di lavoro,dà il buongiorno ad una nuova donna,ha nuovi pensieri che non includono più me.
Lo so,lo so.Sono passati cinque anni.A me sembra ieri.Se mi vedessi ora mi daresti trent'anni,Dave.Non c'è niente dei vent'anni nel mio aspetto.Ha portato tutto via con sè,compresa la mia giovane età.
Ti ricordi quando ci fermavamo sul muretto a fumare prima che io entrassi a scuola? Quante risate!E il giorno in cui mi dicesti che era ora per te,di andare via.Oddio.Se guardo dietro di me,vedo solo una collezione di lutti,di partenze senza arrivi,di angoli bui,di tristezza.Come posso sperare in un futuro luminoso se dietro di me c'è solo oscurità?E' come camminare su un percorso tracciato,inseguire una fioca luce alla fine del tragitto già segnato davanti a me,una luce che viene oscurata sempre pù velocemente dal buio alle mie spalle e ormai,tutto attorno a me.
Vorrei che le cose stessero diversamente.Vorrei scriverti una lettera in cui ti dico che è tutto apposto,che ho un bel lavoro,che guadagno abbastanza da comprare da sola una casa per me e pagare le spese dei miei genitori,che sto bene,che c'è qualcuno che mi rende felice solo con la sua presenza,che studiare,vedere gli amici,comprare abiti,pettinarsi i capelli,mettersi i tacchi,sognare una famiglia,avere un'auto,sono tutto ciò che voglio e che mi rendono felice.La verità è che se non voglio finire a battere i pugni contro al muro o a scaraventare tutto ciò che ho a casa sul pavimento presa da uno dei miei raptus,devo solo spegnere il cervello.Non pensare nè al passato nè al futuro.COnvincermi che sto facendo la cosa giusta,che impegnarmi negli studi sia la cosa giusta e che c'è del buono e del bello nel mondo e spetta a me,che mi merito di essere felice.
Ricordati di me,David.

giovedì 8 aprile 2010

Impressioni di Parigi


Sono tornata da Parigi da ormai una settimana.Come ogni volta,mi ritrovo a pensare alla cità che ho lasciato.Quando dovetti lasciare Londra l'ultima volta fu terribile,ma questo perchè non era solo la stupenda città con tutti i suoi moti di vita e la gente che ladciavo ma sapevo di chiudere definitivamente il più imprtante capitolo della mia vita fino ad ora:lasciare Talon. La cosa terribile in sè non fu vederlo andare via nella metro di High Street Kensington ma fu che nei giorni che seguirono non pensai più a lui come alla fantastica persona che credevo fosse.Qualcosa era cambiato.Ma questa è un'altra storia.

Per quanto rigurda Parigi,inutile dire che me l'immaginavo diversa.Non più bella,non più brutta,solo diversa;ma ne sono rimasta comunque assolutamente affascinata e strabiliata. E' una città che sembra essersi fermata nell'800 e anche la gente che ci vive,gente dai modi freddi ma gentili,benvestiti e pur sempre eleganti con quella loro bella parlata,sembrano non appartenere alla razza caucasica:non chiassosi e disordinati come gli Italiani nè grigi e chiusi come gli Inglesi. Una razza a parte,insomma.
In 5 giorni ho visitato gran parte della città,dalle zone più turistiche come Pigalle e Montmarte a zone tres chic come Le Marais.Un'estenuante camminata lungo tutto il Louvre e il Museo d'Orsay mi è sembrata il prezzo da pagare per un'intera giornata passata nell'incantevole cimitero di Pere Lachaise,dove ho finalmente potuto fare una preghiera difronte la tomba di Jim Morrison e di Oscar WIlde.
E' stato emozionante e credo metterò dei soldi da parte per avere anche io una tomba come quelle che ho visto con angeli con il volto rivolto verso la tomba e la mano che nasconde le lacrime o con dei mini castelli per una sola bara.Stupendo,suggestivo ma niente di eccessivo.
Se dovessi dire qual'è stato il posto che mi è piaciuto di più direi di certo che è stato Pere Lachaise.

Ma,ovviamente,il mio entusiasmo non è durato per tutti e 5 i giorni nonostante siano stati giorni abbastanza spensierati ed allegri considerato il mio umore.
In un bistrot mentre gli altri parlavano e ridevano e scherzavano,mi sono chiesta cosa ci facessi li e come mi è capitato altre volte mi è sembrato che tutto quello che facevo non avesse senso. CHe senso ha visitare una città con due amiche,che senso ha un viaggio pagato dai propri genitori a quasi 22 anni?Non lo so.
Non è depressione,credo.E' solo che il senso della mia vita mi è ancora oscuro.Sto costruendo il mio futuro senza vivere il presente,questa è la mia impressione.E questo pensiero mi ha accompagato durante la mia permanenza a Parigi.Cercavo di scacciarlo per non intristirmi ma esso ritornava puntuale e quando non c'era di che ridere,non potevo fare a meno che pensarci.E' per questo che oltre alla nostalgia di una città che vorrei fosse mia,sempre raggiungibile e "possedibile",uno stanco sentimento di tristezza mi lega a Parigi.Credo che solo quando sarà passato un pò di tempo potrò capire realmente cosa provo oggi e cosa provavo allora.
NOn mi sento felice nè soddisfatta nè realizzata.Sbadiglio di continuo e mi sembra di vivere in uno stato di stanchezza continua come in una perenne letargia.Dato che non sto studiando niente,aspetto durante tutto il giorno la notte,l'unico momento in cui non mi sento in colpa se dormo e non faccio niente.
Inerte.